sCROKka la notizia!

The rising demand for IDF sperm suggests that Israelis don’t just have a desire for absolute Jewish majority, but one of the highest quality: the quality you find in the elite units that devastated a huge civilian space called Gaza. […]

It was Sir Thomas Rapp, the most senior British Diplomat in the Middle East who warned his boss, Ernest Bevin in 1950 of the danger of such a biased pro-Israeli position: “The younger generation [in Israel] is being brought up in an environment of militarism and thus a permanent threat to Middle East tranquillity is thereby being created and Israel would thus tend to move away from the democratic way of life to totalitarianism of the right or the left”. His prophetic warning unfolds daily in front of my eyes here in Israel. 

L’ultimo articolo di Ilan Pappé.

stegliu:

emmanuelnegro:

ISIS: Che fare? || Blog di Beppe Grillo

sovietcigarettesandstuff:

scrokkalanotizia:

Leggo dei grillini che si lamentano del fatto che molti abbiano insultato Di Battista perché “si son fermati ai titoli dei giornali”.

Presa da un’ondata di coraggio, vado sul blog di Grillo e leggo il post sull’ISIS.

Respiro profondamente ogni qualvolta leggo generalizzazioni random, falsità sociologiche e “analisi” della politica internazionale totalmente distorte.

Tutti i giornali si sono soffermati su altri pezzi, ma il paragrafo che a me irrita di più fino a farmi partire l’embolo è questo:

"L’Italia dovrebbe porre all’attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli stati. Non sta scritto da nessuna parta che popolazioni diverse debbano vivere sotto la stessa bandiera. Occorre, finalmente, trovare il coraggio di riflettere su un nuovo principio organizzativo. Troppi confini sono stati tracciati a tavolino con il righello dalle potenze coloniali del ‘900. L’obiettivo politico (parlo dell’obiettivo politico non delle assurde violenze commesse) dell’ISIS, ovvero la messa in discussione di alcuni stati-nazione imposti dall’occidente dopo la I guerra mondiale ha una sua logica. Il processo di nascita di nuove realtà su base etnica è inarrestabile sia in Medio Oriente che in Europa. Bisogna prenderne atto e, assieme a tutti gli attori coinvolti, trovare nuove e coraggiose soluzioni."

Rendiamoci conto che questa gente propone la totale balcanizzazione dei territori mediorientali (e addirittura europei) come risoluzione dei conflitti.

Qualcuno spieghi a Di Battista&Co. che che la loro tesi è semplicemente la copia grezza del processo messo in atto da coloro i quali il M5S crede di denunciare con questi patetici e ridicoli post.

Cazzo, manco i neocon sono arrivati a tanto.

Cristoiddio, ma la guerra in jugoslavia e cosa voglia dire dividersi per etnie e darsi la scusa per massacrarsi a vicenda, a sti idioti, non ha insegnato proprio niente?

C’è da dire che il riassunto fatto dai giornali del pezzo, che purtroppo ho dovuto rileggere sul blog di Grillo, è risibile. La ridefinizione dei confini su base etnica non è negli obiettivi di una forza globalizzatrice come l’ ISIS e il principio espresso verrebbe usato per indebolire Russia e Cina, favorendo di certo gli USA. Inoltre c’è la sottolineatura dell’ uccisione dei cristiani che mi sembra presa da qualche programma destrorso sulla salvaguardia della cristianità da parte dell’ occidente. Si generalizza mettendo quasi sullo stesso piano i movimenti di liberazione nazionale con l’ operato dell’ ISIS. Per il resto complimenti alla stampa italiana, soprattutto quella dem.

Premetto che erano secoli che non leggevo dichiarazioni dei politici italiani (e ancor meno del M5S) perché volevo preservare la mia serenità.
Anche i vari articoli dei giornali italiani non rientrano tra le mie letture quotidiane. La stampa italiana, salvo alcune rarissime eccezioni, è totalmente inaffidabile se si vogliono leggere analisi di politica estera contenenti anche solo un minimo di professionalità. Ciò deriva sia dalla volontà di comunicare analisi distorte (e non entro nel merito del perché), sia dall’incapacità del lettore medio di leggere attentamente un intero articolo di politica estera, sia dall’ormai quasi totale assenza di sedi editoriali all’estero e, di conseguenza, di giornalisti professionali aventi ampia e dettagliata conoscenza del Paese di cui scrivono.

Quando entrai all’università, il rettore ci disse che se non avessimo letto almeno 5 giornali al giorno, avremmo dovuto prendere in considerazione l’idea di aver sbagliato facoltà. Sul momento fu il panico, ma col passare degli anni gli abbiamo dato ampiamente ragione. Io leggo ogni settimana numerosi paper e decine e decine di articoli di tantissimi giornali esteri, dopodiché comparo le fonti al fine di avere, fin dove possibile, la più corretta e obiettiva analisi. Inoltre, trovo personalmente Twitter fantastico perché ti da la possibilità, se sei capace di utilizzarlo correttamente distinguendo fonti pacchiane da quelle autorevoli, di ottenere informazioni dirette in tempo reale.

Per fare tutto ciò bisogna avere la capacità di saper scegliere le proprie fonti e, soprattutto, bisogna avere perlomeno una minima conoscenza dell’argomento prima di spacciarsi per professoroni in materia. Nel caso specifico, bisognerebbe perlomeno riconoscere che uno che confonde nazionalità, etnie e gruppi religiosi stia sostenendo una mare di puttanate.

Si possono giustamente criticare i media italiani per la loro superficialità, ma ritengo sia estremamente dannoso cercare di sostituire suddetta superficialità con l’ignoranza del populino.
Per Di Battista tesi e antitesi risultano in fin dei conti la stessa cosa, e producono pertanto una sintesi a dir poco imbarazzante.
Non so se egli creda veramente in quello che ha scritto o generalizzi appositamente per offrire un pezzo che accontenti tutti i suoi elettori.
Nel primo caso dovrebbe umilmente tornare sui banchi di scuola, perché all’ignoranza vi è rimedio.
Nel secondo caso mi farebbe piuttosto incazzare perché ha volutamente commesso enormi errori di tipo storico e sociologico, ma soprattutto ha distorto in modo vergognoso dei valori di sinistra per avvalorare tesi destroidi. 

Leggo dei grillini che si lamentano del fatto che molti abbiano insultato Di Battista perché “si son fermati ai titoli dei giornali”.

Presa da un’ondata di coraggio, vado sul blog di Grillo e leggo il post sull’ISIS.

Respiro profondamente ogni qualvolta leggo generalizzazioni random, falsità sociologiche e “analisi” della politica internazionale totalmente distorte.

Tutti i giornali si sono soffermati su altri pezzi, ma il paragrafo che a me irrita di più fino a farmi partire l’embolo è questo:

"L’Italia dovrebbe porre all’attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli stati. Non sta scritto da nessuna parta che popolazioni diverse debbano vivere sotto la stessa bandiera. Occorre, finalmente, trovare il coraggio di riflettere su un nuovo principio organizzativo. Troppi confini sono stati tracciati a tavolino con il righello dalle potenze coloniali del ‘900. L’obiettivo politico (parlo dell’obiettivo politico non delle assurde violenze commesse) dell’ISIS, ovvero la messa in discussione di alcuni stati-nazione imposti dall’occidente dopo la I guerra mondiale ha una sua logica. Il processo di nascita di nuove realtà su base etnica è inarrestabile sia in Medio Oriente che in Europa. Bisogna prenderne atto e, assieme a tutti gli attori coinvolti, trovare nuove e coraggiose soluzioni."

Rendiamoci conto che questa gente propone la totale balcanizzazione dei territori mediorientali (e addirittura europei) come risoluzione dei conflitti.

Qualcuno spieghi a Di Battista&Co. che che la loro tesi è semplicemente la copia grezza del processo messo in atto da coloro i quali il M5S crede di denunciare con questi patetici e ridicoli post.

Cazzo, manco i neocon sono arrivati a tanto.


(via oxfamgb)
(via oxfamgb)

"Quindi, per favore, lo sdegno per il "silenzio" sulla sorte dei cristiani lasciatelo a noi. A noi e a quelli che si sono preoccupati prima, non dopo, delle conseguenze."

Una cosa è certa. Se Famiglia Cristiana riesce a scrivere un articolo con degli spunti molto più condivisibili e intellettualmente onesti di tutti quelli letti nelle ultime settimane nei giornali italiani, non vi sono veramente più certezze in questo mondo.

For those who claim that they aren’t racists, “But what can you do, you can’t talk to those animals”; for those who consider themselves moderate but accept the deaths of 2,000 Palestinians and 64 soldiers with equanimity; for those who are furious with Gideon Levy specifically because they are the “old left”; for those champions of democracy who believe that there is a time to demonstrate and a time to sit quietly and accept another ugly round of violence because “a democracy must protect itself”; — now, as this war draws to a close, it’s time to step up to a mirror and examine your reflection.

Are you really leftist? Are you really moderate? And are you sure you aren’t racist?

Because at the end of this so-called operation, like those that preceded it, Hamas continues to shoot from the Gaza wasteland at our brethren in the south despite “the fatal blow” it sustained. Because this war, like those that preceded it, proved that what can’t be achieved by force won’t be achieved by more force but only by diplomacy. So at the end of this round of barbaric violence, as the dust settles on Gaza’s ruins and the soldiers’ graves, look honestly at your reflection and discover who you were during this awful summer.

You, who weren’t able to accept the expression of a different opinion, outrageous and abominable as it may have been; you, who put millions of people in little ethnic and religious boxes based on the comments of politicians who only yesterday figured out that ISIS is not a frozen treat; you were willing to accept families and children being wiped out and the losses suffered by dozens of Israeli families, even though, after all that, we just reached the same tired and exhausted conclusion that there’s nothing to do but talk to the other side.

You, who in the name of facing reality were convinced that the disengagement dug tunnels under our bottoms, chose to ignore that the reality in Gaza — 50 percent unemployment, a gross domestic product among the lowest in the world (30 times lower than Israel’s), no manufacturing, no exports, and no hope — is a result of the Israeli blockade. The blockade that in the end strengthened Hamas and its tunnel economy and turned it into a partner for arrangements and agreements instead of the moderate Palestinian Authority President Mahmoud Abbas.

You, who were horrified by the murder of Muhammad Abu Khdeir and were sickened by the thugs who sought out Arabs to beat them, aren’t able to accept an Arab artist who accepted funding from Israeli agencies to produce her film and registered it for the Venice Film Festival as a Palestinian film. You accused her patronizingly of “biting the hand that fed her.” You, who maintain a polite silence when senior government ministers incite and make racist remarks, insist that Haneen Zoabi be punished.

You are not leftists because leftists do not prefer force over a diplomatic solution. You are not leftists because leftists oppose any limits on freedom of expression. You aren’t leftists because leftists never stop seeking the moderate elements with whom to talk, even — or especially — when the national spokesmen continue to prattle that “there’s no one to talk to.” You are not moderate because you facilitate violence.

By slowly internalizing the extremist doctrine, disseminated by Hamas and the Israel right alike, that the Middle East conflict has no diplomatic solution; by submitting to the pessimistic visions and a violent reality in which life is cheap, you are paving the way for fascism in Israel.

And although in the current climate declaring oneself a leftist is a bold act that borders on irresponsible, you continue to whitewash the stains of apartheid in the territories and the racism and violence in Israel. “And I’m a leftist,” you write, as you sign off your posts and letters that include racist generalizations, dehumanizing expressions, and intolerance.

“And I’m a leftist” will adorn the signature on the death certificate of the Israeli left.

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